Lo storico vino di Gabriele Mazzeschi vanta ormai viti di syrah di più di 25 anni di età e in annata equilibrata come la 2018 raggiunge vette di gusto e saporosità davvero elevatissime. Naso elegante con però intensità fruttata che sale in cattedra quasi subito, piccantezza pepata, cassis, mora di rovo, talco ed eucalipto ad alleggerire di contino la componente di legno ben dosata tra chiodo di garofano e senape.
degustazione
Sabato 31 ottobre Carbonara al tartufo e tortino di zucca per Classico Berardenga a pranzo da Burde
Barolo Borgogno DOCG 2015
L’etichetta principale di Borgogno resta sempre il Barolo assemblaggio, un vino che unisce i vari vigneti in una sintesi precisa del millesimo e nel segno della piacevolezza quasi quotidiana. Al naso arriva subito rosa, melograno fragola e frutta di bosco, pomodoro confit in un contesto balsamico che penetra al naso in maniera profonda e dolce.
Sangiovese Igt Toscana 2018 Le Anfore Elena Casadei
La grande rivoluzione qualitativa dell’anfora nel vino italiano e toscano ha una data precisa in cui si è rivelata al mondo ovvero l’anno in cui Casadei con il loro Chianti Rufina Lastricato Riserva ottengono i tre bicchieri con un utilizzo di un 15% di sangiovese passato in anfora nel blend. Elena Casadei porta più avanti ancora quella tecnica lavorando grappolo per grappolo per ricostruire emotivamente e gustativamente l’idea della freschezza vinosa del Chianti Rufina che ha vissuto da piccola in cantina in famiglia.
Venerdi 23 ottobre in trattoria Dolomiti e Maremma con Endrizzi
Futuro Igt Toscana 2017 Il Colombaio di Cencio
Un vino intrigante e fantastico da servire: quando mai ti capita di servire un assaggio di Futuro? In realtà è più un ritorno al futuro perchè è un ritorno agli anni 90 con la formula di Carbernet Merlot e Cabernet Franc cui Farinetti aggiunge un tocco di petit verdot, quell’1% portafortuna a Bordeaux che si rivela la ciliegina sulla torta di questo vino.
L’appetito di Serena Guidobaldi in trattoria, i video della serata
Lo scorso venerdi 16 ottobre abbiamo tenuto una serata dedicata alla giornata mondiale della alimentazione della FAO e noi andiamo in scena con Serena Guidobaldi e il suo libro su L’Appetito o meglio la fame della Parigi e Roma tra 1700 e 1800, appassionante saggio che si legge come un romanzo e viceversa. Insieme a lei piatti di Paolo Gori tra avanzi e vezzi gourmet piemontesi e toscani e i vini di Andrea Farinetti tra Borgogno e Colombaio di Cencio nel Chianti Classico.
Gabriele Mazzeschi Canaiolo IGT Toscana 2019 Anfora
L’antica varietà toscana migliorativa o complementare del sangiovese (per colore e profondità di frutto), viene interpretata da Gabriele Mazzeschi in anfora ad esaltarne il lato sbarazzino e semplice di beva. Il passaggio in anfora non ne acuisce le rotondità ma lo rende un rosso da bersi anche fresco che rende giustizia al canaiolo con profumi di fragola di bosco e ribes rosso, mela rossa e ciliegia con tocchi di tabacco, sandalo e amarene.
Gabriele Mazzeschi Vermentino IGT Toscana 2019 Anfora
Gabriele è enologo e sperimentatore nella sua Val di Chiana e il vermentino è un oggetto sempre meno raro anche nell’entroterra toscano dove però non ha potenza e intensità che raggiunge sulla costa. Ecco che l’anfora diviene contenitori interessante e utile per irrobustirlo allungandone la permanenza su bucce ed estrazione senza toccarne acidità e finezza.
Elena Casadei Trebbiano Igt Toscana 2019 Le Anfore
L’antica varietà bianca toscana per eccellenza, il trebbiano, viene continuamente e progressivamente riscoperta da molti vignaioli e aziende in cerca del grande vino bianco toscano. Oltre a nuove giaciture e luoghi di impianto migliori per i vigneti si studiano i migliori metodi di vinificazione e dopo la stagione della barrique che non ha lasciato grandi ricordi ecco che è l’anfora ad essere oggetto di attenzioni, per lo meno da parte di Elena Casadei e del suo gruppo di lavoro.
Questo Trebbiano coltivato nella fresca Rufina passa 120 giorni a contatto con le bucce prima di finire il suo percorso in anfora per altri 4 mesi. Il risultato è dorato ma non ossidato, ricco di note gialle di fiore di campo e ginestra, pesca succosa , mela annurca e cotogna, tocchi di miele e zafferano e frutta candita. Al sorso si rivela spigliato con tocchi di opulenza senza mai sfociare nella noia o pesantezza, anzi unendo in maniera notevole il carico di frutto con una spina acido sapida ben conservata dal passaggio in anfora. Ottimo su Crostino ai fegatini ed erba porcellana di Paolo Gori.