Andrea Gori

Sommelier, giornalista pubblicista, scrittore e ristoratore da 4 generazioni a Firenze con la Trattoria da Burde di famiglia, fondatore del Dissapore Network e Intravino, i siti web più frequentati dell'enogastronomia italiana. Scrivetegli pure a burdedj[@]gmail.com

Venerdì 28 febbraio Carnevale con Slow Wine!

Come ogni anno, siamo ben lieti di ospitare in trattoria una delle presentazioni della guida Slow Wine! E siccome è Carnevale, ecco che la cena è dedicata al menu di questi giorni! Ovvero le mitiche Polpette di carnevale , la Minestra di pane , la grassa Pappardelle al cinghiale e lo spettacolare Lucio in umido di Paolo Gori. Non possono mancare i Biscotti di Prato fritti, perchè poi si sa, viene la quaresima con i suoi buoni propositi di rinunce…

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Enio Ottaviani Dado 2018 Romagna Sangiovese

Siamo sempre felici di parlarvi di Dado, il vino di Enio Ottaviani che porta il nome, anzi il soprannominato Dado di Edoardo lorenzi. Il nome Dado evoca inoltre i quattro lati di una faccia di un dado e dai quattro vigneti utilizzati per produrre il vino. I vigneti si trovano a quote diverse, da 60 a 230 metri, e sono influenzati dal vento e da diversi tipi di terreno, tra cui macigno, argilla e calcare. Il vino Dado viene prodotto solo ogni due o tre anni, a causa delle condizioni specifiche necessarie per la sua produzione. Il colore del vino ricorda quello del Sangiovese toscano di altura, con note balsamiche, mentolate e speziate. In bocca, il vino è dolcemente tannico, con note di pepe e mandorla.

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Giovedì 6 Febbraio Fuori di Taste! DI GRASSO E DI MAGRO A tavola con l’olio e il vino del Commissario Bordelli e la Cinta Senese

Sarà pure in pensione il Commissario ma Marco Vichi continua a raccontarci le sue avventure in libreria con “Meglio di Niente” e a tavola in trattoria! Saranno con noi Leonardo Romanelli a presentarlo in un Fuoridi Taste insieme all’Olio del Commissario dell’azienda agricola Frantoio Pruneti e in abbinamento ai piatti creati da Paolo Gori dedicati alla Cinta Senese e il prosciutto di Cinta di 36 mesi del Salumificio RENIERI. Ad annaffiare il tutto ci saranno i vini dell’azienda agricola I BALZINI, presenza fissa nei libri del Commissario! E per finire l’Amaro e Limoncello dei Medici Acqua San Felice come ammazzacaffè, preparatevi il guidatore designato…

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Olianas Rosato Brut Cannonau Metodo Classico 2022

Una bollicina sorprendente dalla Sardegna questa di Olianas a partire da cannonau e vermentino come se fossero pinot nero e chardonnay… L’azzardo però riesce eccome con un vino piccante e sulfureo con tratti intriganti di melograno, ribes rosso, zenzero senape e un floreale tra pesca e rosa canina. Al sorso ha bollicina cremosa e distinta con un finale mai banale.

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Campomaggio Chianti Classico Riserva 2019

L’annata classica 2019 fa nascere un “classico” Gallo nero di impressionante nitore e freschezza. Questa annata di Campomaggio Riserva è molto raddese, amarena, mora di rovo, ribes nero, agrumi rossi, non dolcissimo ma con uno stile dark che convince poi mallo di noce, sandalo, carrube e eucalipto e mentuccia a completare insieme a tabacco toscano.

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Oro Ramandolo Oro di Nemas Ronc dal Gjal passito DOCG 2021

Il verduzzo è una delle pochissime uve bianche a dare astringenza e quasi tannicità ai vini da cui è prodotto e in questo dorato e cangiante Ramandolo di Gori Agricola raggiunge un equilibrio stupendo tra i 100 gr/lt di zucchero residuo e i suoi polifenoli rendendolo quasi secco al palato. Al naso emergono note di cola, caramella d’orzo, albicocca, dattero e mallo di noce e tanta frutta secca quasi come uno Sherry.

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Anfora Malvasco Passito Malvasia e Nasco Igt 2022

Nella collezione di vitigni e vini lavorati in anfora da Elena Casadei la Sardegna è presente con ben due etichette ovvero il fresco e croccante cannonau e questo piccolo gioiello di vino passito che come dice il suo nome, Malvasco, nasce da due malvasia e nasco (autoctono sardo) vinificate in anfora. Questo nettare ambrato è al naso quasi una seadas con il miele allo stato liquido con le sue note originali di miele di Erika, macchia mediterranea, fico maturo, carrube e tantissimo agrumato candito. L’anfora dà respiro e aggiunge materia e umami a uve già di per sé ricche di dettagli e il risultato è un vino dal vibe speciale, festoso ricco e con una riserva di freschezza insospettabile nel finale che non cede mai alla stucchevolezza. Ottimo su dolci sardi come nel nostro caso la Pardula, pasta, ricotta e zafferano.

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